trattamenti antitarlo di capriate storiche

Trattamento antitarlo su capriate storiche: diagnosi e intervento in un progetto di restauro

Quando si interviene su una struttura lignea storica, la presenza di fori, gallerie o porzioni deteriorate non può essere affrontata come una normale disinfestazione del legno.

Occorre prima comprendere quali fenomeni hanno interessato il manufatto, quali parti devono essere conservate e come il trattamento possa inserirsi correttamente nel più ampio progetto di restauro.

È l’approccio seguito da ACR Ambiente durante un importante intervento di recupero nel quale alcune capriate lignee storiche, considerate di particolare valore, sono state conservate e integrate con nuove porzioni necessarie al ripristino della copertura.

Il compito di ACR riguardava uno specifico aspetto del progetto: analizzare e trattare la componente biologica ed entomologica del degrado, lavorando in coordinamento con le altre professionalità coinvolte nella conservazione della struttura.

Il problema iniziale: conservare capriate storiche interessate da forme diverse di degrado

Durante il ripristino della copertura si è scelto di preservare alcune delle capriate lignee originarie.

Le strutture presentavano però forme differenti di deterioramento.

Alcune porzioni erano state esposte nel tempo ad acqua e condizioni di elevata umidità, creando un ambiente favorevole allo sviluppo di fenomeni di biodeterioramento del legno.

A questi si associavano evidenze riconducibili all’attività di insetti xilofagi: sulle strutture erano infatti presenti fori e gallerie, insieme a porzioni interessate da fenomeni di carie e alterazioni della fibra lignea.

Non era però corretto considerare ogni foro come la prova di un’infestazione ancora attiva.

Alcune gallerie presentavano caratteristiche riconducibili ad attività più datate e il manufatto raccontava una storia di ammaloramenti differenti, sviluppatisi nel tempo.

L’esigenza era quindi più complessa rispetto alla semplice eliminazione di un infestante: intervenire sulle evidenze biologiche presenti, contrastare l’eventuale attività residua e contribuire alla protezione nel tempo delle porzioni lignee storiche che sarebbero rimaste in opera.

Cosa è stato fatto: prima la diagnosi, poi il trattamento

Prima di stabilire come intervenire, ACR Ambiente ha approfondito lo stato di ammaloramento delle strutture lignee.

L’attività si è inserita in un progetto di restauro più ampio, affiancato anche da consulenti e professionisti esterni.

Il ruolo di ACR non era sostituire le valutazioni strutturali o le competenze dei restauratori, ma fornire un contributo specialistico relativo a insetti xilofagi, biodeterioramento e tecniche di trattamento del legno.

Trattamento Antitarlo Di Capriate Storiche

L’analisi del degrado del legno

L’osservazione delle capriate ha evidenziato fenomeni differenti.

Erano presenti gallerie e fori riconducibili all’attività di insetti xilofagi, comprese evidenze di attività pregresse, insieme ad alterazioni causate dal degrado biologico del materiale.

In alcune aree l’analisi è stata approfondita attraverso l’osservazione di campioni allo stereomicroscopio, così da esaminare più attentamente le alterazioni della fibra lignea.

Questo passaggio è stato importante proprio perché il trattamento non poteva essere definito osservando soltanto la presenza dei fori.

Stato del materiale, fessurazioni, sezioni delle travi, fenomeni fungini e caratteristiche delle diverse porzioni dovevano essere considerati insieme prima di definire il protocollo.

Tre modalità di intervento per raggiungere parti diverse della struttura

Nel caso specifico sono state utilizzate le principali tecniche previste dal protocollo, differenziandole in funzione della parte del manufatto da raggiungere.

La logica dell’intervento può essere sintetizzata così:

SUPERFICIE → trattamento impregnante

FESSURE E SPACCATURE → formulazione in gel/emulsione

INTERNO DELLA TRAVE → iniezione con sistema MABI

Non tutte le parti delle capriate sono state quindi affrontate nello stesso modo.

Trattamento impregnante delle superfici

Sulle superfici lignee è stato eseguito un trattamento esteso mediante formulato impregnante.

L’obiettivo non era semplicemente depositare un prodotto all’esterno della trave, ma completare il trattamento delle superfici che sarebbero state conservate, tenendo conto delle caratteristiche e della capacità di assorbimento del materiale.

In un manufatto storico anche questo aspetto richiede particolare attenzione: condizioni del legno, precedenti finiture e stato superficiale possono infatti influenzare il comportamento del prodotto e devono essere valutati all’interno del progetto di restauro. 

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Gel nelle fessurazioni e nelle spaccature

Fessure, spaccature e altre discontinuità richiedevano una modalità di applicazione differente.

In questi punti è stata utilizzata una formulazione in emulsione/gel, la cui maggiore permanenza nella zona di applicazione permette di effettuare un trattamento mirato delle parti più difficili da gestire attraverso la sola impregnazione superficiale.

La scelta mostra bene perché, su una struttura antica, un unico metodo applicato indistintamente a tutta la trave non sarebbe stato sufficiente.

Iniezioni all’interno delle travi con sistema MABI

Per raggiungere anche porzioni interne delle sezioni lignee è stato utilizzato il sistema MABI.

Sulle travi sono stati realizzati punti di intervento calibrati nei quali sono state inserite specifiche valvole. Attraverso questi punti il formulato biocida è stato successivamente introdotto a pressione controllata.

In questo modo il trattamento superficiale è stato integrato con un intervento destinato alle porzioni interne della trave, difficilmente raggiungibili attraverso la sola applicazione esterna.

Numero, posizione, inclinazione e profondità dei punti di iniezione non sono stati considerati parametri standard, ma definiti in relazione alle caratteristiche degli elementi lignei da trattare.

Un intervento inserito nel progetto di restauro

Il trattamento biologico rappresentava soltanto una delle attività necessarie alla conservazione delle capriate.

ACR Ambiente ha quindi lavorato all’interno di un progetto nel quale restauratori, progettisti, consulenti e altre figure specialistiche intervenivano ciascuno secondo le proprie competenze.

Questa distinzione è particolarmente importante quando il degrado riguarda strutture portanti.

L’analisi del biodeterioramento e il trattamento contro gli insetti xilofagi non sostituiscono infatti le verifiche strutturali necessarie per determinare le condizioni statiche di travi e capriate.

Il contributo di ACR si è concentrato sulla componente biologica del degrado e sulla definizione delle tecniche necessarie per trattare e proteggere le porzioni storiche destinate a rimanere in opera.

I risultati: conservazione delle strutture e monitoraggio nel tempo

L’esito dell’intervento può essere letto sotto due aspetti: conservativo ed estetico.

Dal punto di vista conservativo, il protocollo è stato sviluppato per contrastare i fenomeni di biodeterioramento presenti e contribuire alla protezione delle porzioni lignee storiche mantenute nella struttura.

Per farlo sono stati integrati tre livelli di intervento:

protezione delle superfici → trattamento mirato delle fessure → intervento all’interno delle sezioni lignee.

L’attività non viene però considerata conclusa semplicemente con l’applicazione dei prodotti.

ACR ha effettuato attività di controllo successive all’intervento e il committente ha scelto di affiancare alle verifiche dell’impresa anche valutazioni condotte da professionisti e consulenti esterni.

Sono inoltre previste e in corso verifiche sul campo finalizzate a seguire nel tempo lo stato di conservazione delle strutture e a individuare l’eventuale comparsa di nuove evidenze di attività xilofaga o di degrado biologico.

Il monitoraggio rimane particolarmente importante perché la conservazione del legno dipende anche dalle condizioni ambientali future: umidità e altri fattori favorevoli al biodeterioramento devono continuare a essere tenuti sotto controllo.

Trattamento Chimico

Conservare anche la leggibilità del materiale storico

Il risultato del progetto non riguarda soltanto la componente biologica.

La scelta di conservare le capriate originarie ha permesso di mantenere all’interno della copertura la leggibilità del materiale storico, integrandolo con gli elementi lignei nuovi necessari al recupero.

Il contrasto visivo tra porzioni originali conservate e nuove integrazioni rende riconoscibile ciò che appartiene alla struttura storica e ciò che è stato aggiunto durante l’intervento.

In questo senso, il trattamento eseguito da ACR è diventato una delle attività che hanno contribuito a rendere possibile la conservazione delle parti lignee mantenute nel progetto.

Dal degrado del legno alla definizione del trattamento

Questa case history mostra perché un intervento su strutture lignee storiche non dovrebbe partire dalla domanda: “Quale prodotto antitarlo utilizziamo?”

Prima occorre comprendere:

  • quali fenomeni interessano il legno;
  • quali evidenze sono recenti e quali pregresse;
  • se sono presenti fenomeni di degrado fungino;
  • quali porzioni devono essere conservate;
  • quali parti possono essere raggiunte superficialmente;
  • dove è necessario intervenire nelle fessurazioni;
  • quando occorre raggiungere anche l’interno della sezione lignea;
  • come il trattamento deve coordinarsi con il progetto di restauro.

Solo a quel punto è possibile costruire un protocollo coerente con il manufatto.

Nel caso delle capriate trattate da ACR Ambiente, questo ha significato integrare diagnosi, trattamento impregnante, applicazione in gel e iniezioni MABI all’interno di un unico percorso di conservazione e controllo nel tempo.

Trattamenti specialistici per strutture lignee storiche

ACR Ambiente affianca imprese di restauro, progettisti, professionisti e committenti nella diagnosi e nel trattamento di insetti xilofagi e fenomeni di biodeterioramento su capriate, travature, solai e manufatti lignei di pregio.

L’intervento viene definito sulla base delle condizioni effettive del materiale e coordinato con le esigenze del progetto di conservazione, individuando le tecniche più appropriate per raggiungere superfici, fessurazioni e sezioni interne degli elementi lignei.