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Focus

Processionaria e malattie del verde ornamentale: come prendersi cura dell’ambiente?

Le malattie del verde ornamentale rappresentano un vero e proprio pericolo per gli spazi pubblici: i parassiti, infatti, possono attaccare le piante e gli alberi fino a distruggerli.

Per evitare che ciò accada, chi si occupa del verde urbano può richiedere il supporto di esperti in pest management, come i professionisti dell'azienda A.C.R.. I professionisti della disinfestazioni sono in grado di risolvere con successo problematiche di vario tipo.

Ecco alcuni dei parassiti più comuni che rappresentano un pericolo per il verde ornamentale.

La processionaria

La processionaria è un insetto che appartiene all’ordine dei Lepidotteri. Le larve di processionaria si nutrono di piante e, più esattamente, delle parti verdi: questo fenomeno causa un indebolimento della pianta stessa e può ostacolarne anche l’accrescimento. L’insetto rappresenta, al tempo stesso, un potenziale pericolo per l’uomo: i peli che ricoprono le larve, infatti, sono altamente urticanti e costituiscono una causa di allergia e di irritazioni cutanee. 
In Italia sono principalmente due le specie che attaccano il verde urbano:



  • La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)
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  • La processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea)
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Le infestazioni avvengono generalmente in maniera ciclica e vedono l’alterarsi di attacchi consistenti e periodi di relativa stabilità; la processionaria del pino e quella della quercia, inoltre, presentano diversi cicli biologici e devono essere trattate in maniera diversa.

La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)

La processionaria del pino, di dimensioni pari a 2,5 o 3 cm, presenta ali anteriori grigie con righe più scuse e ali posteriori bianche con una sfumatura sul margine interno e una macchia scura su quello posteriore. Di giorno queste farfalle prediligono zone nascoste e in ombra, di conseguenza vengono notate con grande difficoltà.

Il ciclo della processionaria del pino è relativamente breve; dopo aver deposto le uova sugli aghi dei pini, durante i mesi estivi, gli adulti muoiono in breve tempo. Dopo un mese, dalle uova si originano le larve che nidificano per poi trascorrere la stagione invernale al riparo. È la primavera il periodo dell'anno durante il quale la processionaria attacca in maniera più consistente il verde; una volta raggiunto il terzo stadio, inoltre, le larve sviluppano i peli che risultano urticanti per l'uomo.

Raggiunta l’età adulta, infine, l’insetto entra nel terreno per formare il bozzolo e sfarfallare nel mese di luglio. Le larve di processionaria del pino formano dei nidi piuttosto visibili, grandi anche più di 10 cm e situati alle estremità dei rami; questo insetto predilige gli alberi isolati o, in ogni caso, i rami che sono ben esposti al sole.

La processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea)

La processionaria della quercia presenta caratteristiche simili a quella del pino; una delle poche differenze è rappresentata dalla mancanza della macchia scura sul margine posteriore dell’ala.

Anche in questo caso gli adulti sfarfallano in estate, generalmente tra il mese di agosto e quello di settembre, e depongono le uova sulla corteccia mimetizzandole il più possibile. Durante la primavera le larve costruiscono i nidi di forma cilindrica; per proteggere il verde, perciò, può essere utile rimuovere i nidi dalle querce.

La raccolta andrebbe effettuata durante l’inverno, quando le larve sono quasi tutte all’interno del nido, dove si proteggono dal freddo. Oltre a contrastare l’invasione, è importante prevenire future infestazioni attraverso una migliore cura del verde. Per ottenere risultati soddisfacenti senza danneggiare in alcun modo l’ambiente e l’ecosistema, è opportuno affidare questa operazione a professionisti nel campo del pest control.

Il Bruco Americano (Hyphantria cunea)

Il Bruco Americano (Hyphantria cunea) Il bruco americano è originario del Nord America ed è comparso in Ungheria nel 1940; nel 1984 ha fatto la sua comparsa in Italia, in alcune province della regione Emilia-Romagna, e da queste si è esteso rapidamente in quelle limitrofe e in altre regioni settentrionali.

Le specie più colpite e interessate dalla sua presenza sono gelso e acero seguiti da noce, sambuco, salice, pioppo, platano, olmo, tiglio, albero di Giuda interessando anche piante da frutto. Durante le prime fasi della loro vita vivono gregarie e tessono una tela sericea con la quale avvolgono un intero germoglio o gruppi di foglie, che poi divorano.

Quando hanno raggiunto la 5°- 6° età le larve abbandonano i loro nidi e continuano a nutrirsi fino a completo sviluppo. Raggiunta la maturità, si rifugiano nelle anfrattuosità corticali, tra i detriti alla base del tronco o in altri ricoveri che trovano nell’ambiente circostante per incrisalidarsi all’interno di un bozzolo formato in gran parte con le setole delle larve. Lo stadio di crisalide dura 10-15 giorni e i nuovi adulti compaiono a metà luglio.

In seguito all’accoppiamento e alla deposizione delle uova, tra la fine di luglio e la metà di agosto e dopo un periodo di incubazione di una settimana, nascono le larve che si comportano come quelle della generazione precedente, mai cui danni sono molto più evidenti. Durante il mese di settembre completano lo sviluppo per poi incrisalidarsi negli stessi luoghi più sopra citati. Se l’autunno è caratterizzato da temperature elevate ha inizio una terza generazione, ma le larve non riescono a completare lo sviluppo prima del sopraggiungere dei primi freddi per cui muoiono.

Efficace risulta essere:

  • La lotta biologica con irrorazione di Bacillus thuringiensis var. Kurstaki.
  • La lotta chimica con Piretroidi di sintesi (deltametrina, tetrametrina, ecc.): agiscono per ingestione e per contatto anche sulle larve adulte con effetto immediato e, a seconda del formulato, con relativa bassa tossicità per l’uomo e gli animali domestici. Tuttavia non risultano essere selettivi verso l’entomofauna utile (insetti parassitoidi e predatori) e verso gli insetti pronubi (api).
  • La lotta endoterapica (iniezioni con acephate imidacloprid): necessità di anticipare il trattamento rispetto alla comparsa dell’insetto.

  • Nido processionarie
  • Processionaria
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