• Telefono: 035 48 72 288
  • Email: info@acrambiente.it
  • Pronto intervento: 7/7 H24

Focus

Tarli e tarme: come riconoscere e combattere questi infestanti

Un’occhio poco esperto può avere difficoltà a distinguere le tarme dai tarli: questi infestanti, in realtà, presentano caratteristiche ben diverse l’uno dall’altro e devono essere aggrediti con differenti metodi di lotta. Proprio per tale ragione, è indispensabile rivolgersi a professionisti del pest control, come l'azienda A.C.R., in grado di individuare il tipo di infestante e di adottare la migliore strategia.

Che cosa sono i tarli?

Il tarlo è un insetto che per raggiungere lo stadio di adulto deve nutrirsi di legno; per tale ragione viene definito xilofago. Gli xilofagi appartengono a diverse famiglie e traggono le sostanze nutritive dal legno in modo differente: Anobidi, Lictidi e Bostrichidi, ad esempio, riducono il legno in polvere. Il danno causato dall’attacco dei tarli può essere più o meno visibile; in ogni caso, la presenza di polvere o di trucioli rappresenta il primo segnale di un attacco in corso, da risolvere con tempestività.

In Italia, i tarli più pericolosi appartengono alle famiglie:


  • Anobium punctatum: questi tarli riescono a digerire diversi tipi di legname e, per tale ragione, possono attaccare numerosi oggetti. Fanno eccezione i legnami trattati con resine e vernici: le femmine dei tarli, infatti, devono deporre le uova all’interno delle fenditure del legno, non presenti in quelli che sono stati precedentemente trattati.
  • Xestobium Rufovillosum: questo tarlo è conosciuto anche come orologio della morte per il ticchettio che provoca all’interno del legno e che, tra le altre cose, funge da richiamo per l’accoppiamento.

  • Lyctus Brunneus: questo tarlo aggredisce i legni più teneri, ricchi di amido e zucchero, e lascia una polvere molto sottile.

  • Hylotrupes Bajulus: chiamato anche capricorno delle travettature, questo tarlo attacca soprattutto il legno dei tetti. Si tratta di un’aggressione molto pericolosa, in quanto i primi segni sono visibili solo dopo un paio d’anni.

Che cosa sono le tarme?

Le tarme sono lepidotteri che appartengono alla famiglia dei Tineidi: le larve si nutrono di cheratina, una sostanza presente nella pelliccia e nelle piume degli animali. Le tarme, perciò, attaccano essenzialmente i tessuti: cotone, lana, seta, pelliccia.

Nella maggior parte dei casi, le femmine depongono le uova proprio sui tessuti dove le larve andranno a nutrirsi. Le larve, avvicinandosi all’età adulta, costruiscono un astuccio utilizzando proprio le fibre o i peli del tessuto; all’interno di questo involucro va a formarsi la crisalide. Questo ciclo avviene generalmente a una temperatura di circa 25°C.

In Italia sono due le specie più diffuse:


  • La Tinea Pellionella L., conosciuta anche come tarma della lana, dei panni e delle pellicce
.
  • La Tineola bisseliella Hum., detta anche tarma chiara dei panni.

L’infestazione da tarme può diffondersi sia attraverso il volo degli adulti sia tramite tessuti già attaccati. Questo insetto non è pericoloso per la salute dell’uomo ma può danneggiare in maniera consistente tessuti, abiti, tappeti. Dalle abitazioni private ai magazzini, perciò, sono innumerevoli gli ambienti che devono essere protetti da un eventuale attacco.

  • Esemplare adulto di Tinea Pellionella, conosciuta anche come tarma della lana, dei panni e delle pellicce
  • Esemplare adulto di Tineola bisseliella Hum, detta anche tarma chiara dei panni
  • Stadio larvale di Anobium punctatum
  • Esemplare adulto di Tinea Pellionella, conosciuta anche come tarma della lana, dei panni e delle pellicce

  • Esemplare adulto di Tineola bisseliella Hum, detta anche tarma chiara dei panni

  • Stadio larvale di Anobium punctatum

ACR Ambiente

Il tuo habitat in buone mani

Leader nei settori Pest Control, Pest Management, igiene ambientale e servizi integrati, ACR rappresenta un punto di riferimento nel campo della salute ambientale e delle disinfestazioni.