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Focus

Focus su vespe e api: quando diventano un pericolo?

In natura vivono decine di specie di api, calabroni e vespe che, tuttavia, non sempre rappresentano un pericolo per l’uomo. In ogni caso, un’invasione di api o di vespe può trasformarsi in un problema da risolvere con tempestività.

In altre parole, alcune specie, come le api mellifere, sono considerate fondamentali per l’ecosistema ma altre specie, invece, costituiscono un pericolo in sé e devono essere immediatamente allontanate. Per tale ragione, è fondamentale richiedere il supporto di esperti in pest management, come A.C.R.; una volta individuata la specie, infatti, i professionisti della disinfestazione mettono in atto i metodi di lotta più efficace.

Le api

In natura le api più diffuse sono senza dubbio quelle domestiche, conosciute per la produzione del miele e per il loro importante ruolo nell’impollinazione. A differenza delle vespe (che si nutrono di nettare dei fiori e predano piccoli insetti per integrare la dieta delle larve che allevano nel nido) le api sopravvivono esclusivamente grazie ai fiori. Comunemente presente negli spazi aperti questo importante insetto può diventare un pericolo per l’uomo quando va a nidificare in prossimità degli ambienti antropizzati. In questo caso l'intervento di un apicoltore porterà la situazione alla normalità.


Tra le specie più diffuse, bisogna senza dubbio annoverare:


  • L’Ape Mellifera, pelosa e con il corpo prevalentemente nero. Questo insetto vive negli alberi ma anche nei camini e nei sottotetti.

  • L’Ape Solitaria, che presenta caratteristiche simili a quelle delle api mellifere e costruisce i nidi nel terreno ma anche nella malta tra un mattone e l’altro
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  • L’Ape della Malta, che nidifica appunto all’interno di fori, crepe e fughe nei muri
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  • La Xylocopa Virginica, che fa il nido sulle terrazze, nei cornicioni, tra gli infissi e nei mobili da esterno. Questo insetto, lungo circa 2 cm, punge se viene attaccato.

Caratteristiche e comportamento delle vespe

Le vespe, di colore nero e giallo, possono essere lunghe fino a 3 cm e presentano due paia di ali che, a riposo, sono ripiegate in senso longitudinale.

Durante la stagione invernale, le femmine si nascondano all’interno di sottotetti, cassonetti delle tapparelle ma anche muri e legnaie. In primavera, le vespe fecondate nidificano e dispongono le uova nelle varie celle del nido, in modo che ogni larva possa nutrirsi e crescere in maniera indipendente da tutte le altre.

Le femmine sterili, invece, collaborano con le altre vespe durante la nidificazione; i nidi vengono lasciati durante i mesi dell’autunno per poi essere ricostruiti l’anno seguente. Il ciclo delle vespe rappresenta un pericolo per l’uomo soprattutto nei mesi estivi; alla fine della bella stagione, infatti, le operaie tendono a entrare nelle case e nei negozi alla ricerca di nutrimento per le larve.

Questo insetto può anche danneggiare i mobili da esterno e altri oggetti e manufatti, dai quali ricava il legno per costruire i nidi.

Le punture di vespa, oltre a essere decisamente dolorose, possono provocare danni più o meno gravi; dai lividi e gonfiori sulla cute fino allo shock anafilattico nelle persone allergiche, i pericoli legati a questo insetto non devono essere mai sottovalutati.


In Italia, le specie di vespe più comuni sono:


  • La Vespula germanica, che nidifica sottoterra, all’interno delle abitazioni o negli alberi
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  • La Vespa crabro, conosciuta anche come calabrone e in grado anch’essa di creare nidi negli alberi e nelle costruzioni
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Proteggere e riconoscere le api

“Se l’ape scomparisse dalla terra, all’umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani”.

Questa frase attribuita ad Albert Einstein non si discosta dalla verità: le api sono fondamentali per il processo di impollinazione, perciò per salvaguardarle è importante non confonderle con le Vespe.

Alcune importanti differenze in riferimento alle specie più comuni di api e vespe presenti in italia, ovvero l’Apis mellifera e la Vespula vulgaris: Le Api hanno un corpo tozzo e ricoperto da una peluria molto fitta ed estesa; al contrario, le Vespe sono praticamente prive di peluria e lo stacco tra torace ed addome è molto sottile. Le Api hanno una colorazione scura, quasi dorata, mentre le Vespe hanno una colorazione giallo e nera molto brillante e marcata. Le Api pungono una volta sola, dopodichè muoiono, mentre le Vespe possono pungere quante volte vogliono senza morire.

Le Api possiedono le “spazzole” sul terzo paio di zampe che raccoglie il polline ogni volta che l’insetto si posa su un fiore, favorendo così l’impollinazione; le vespe, invece, non possiedono le “spazzole” sul terzo paio di zampe quindi non sono in grado di impollinare.

Le Api pungono solamente quando vengono disturbate e diventano aggressive soltanto nei pressi dell’alveare, mentre le Vespe sono molto più aggressive delle api e possono attaccare anche senza essere minacciate.

Le Api producono il miele, la cera, la propoli e la pappa, reale mentre le Vespe non producono nulla di particolarmente rilevante.

Le Api si nutrono principalmente di nettare e polline, mentre le Vespe sono onnivore, si nutrono di alimenti dolci di varia natura (nettare, succhi di frutta, conserve, ecc) e sostanze proteiche (carne, pesce, insetti), perciò entrano facilmente in contatto con l’uomo alla ricerca del cibo. La nostra professionalità sta nel fermarsi e aiutare il cliente a rivolgersi ad un apicoltore che possa prendere lo sciame presente senza recar alcun danno.

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